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Girone G Mondiali 2026: Belgio, Egitto, Iran e Nuova Zelanda

Girone G dei Mondiali 2026 con Belgio, Egitto, Iran e Nuova Zelanda

Girone G Mondiali 2026: Belgio, Egitto, Iran e Nuova Zelanda

Girone G dei Mondiali 2026 con Belgio, Egitto, Iran e Nuova Zelanda


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L’Iran ci sarà? Questa è la domanda che aleggia sul Girone G dei Mondiali 2026 come una nuvola che non si decide a piovere. La selezione iraniana si è qualificata sul campo, ma la situazione geopolitica rende la sua partecipazione incerta fino a un eventuale pronunciamento della FIFA. Nel frattempo, Belgio, Egitto e Nuova Zelanda si preparano a un girone che, con o senza l’Iran, presenta una gerarchia chiara e alcune storie affascinanti da raccontare. Come analista, devo lavorare con lo scenario più probabile – l’Iran che partecipa – riservandomi una nota sulle possibili alternative.

Il Belgio e l’ultima chance della generazione dorata

La “generazione dorata” belga – De Bruyne, Lukaku, Courtois, Hazard – ha dominato i ranking FIFA per anni senza mai vincere un trofeo. Il terzo posto al Mondiale 2018 in Russia resta il risultato più alto, e con ogni torneo che passa la finestra si chiude un pò di più. Al Mondiale 2026, alcuni di questi giocatori avranno superato i trent’anni, e la domanda è se il Belgio riuscirà a mescolare l’esperienza dei veterani con l’energia dei giovani emergenti del campionato belga e delle accademie europee.

Il calcio belga ha un vantaggio strutturale che spesso passa inosservato: la qualità delle accademie giovanili. Club come Anderlecht, Genk e Club Brugge producono regolarmente giocatori che finiscono nei top club europei, e questo garantisce alla nazionale una profondità di rosa che poche selezioni di un Paese di undici milioni di abitanti possono vantare. Nel Girone G, il Belgio è il favorito netto, con una qualità individuale superiore a Egitto, Iran e Nuova Zelanda in ogni reparto. Il rischio è la motivazione: un girone percepito come “facile” può generare la stessa apatia che ha portato al disastroso Mondiale 2022, dove il Belgio fu eliminato nella fase a gironi con una sola vittoria in tre partite.

La lezione del Qatar dovrebbe essere chiara: il talento senza fame non basta. Se il Belgio affronta il Girone G con la mentalità giusta, il primo posto è quasi garantito. Se ripete gli errori del 2022, lo scenario si complica enormemente, perché l’Egitto non è una squadra da sottovalutare.

Tatticamente, il Belgio gioca un 3-4-3 o un 3-4-2-1 che sfrutta la larghezza del campo attraverso gli esterni e la creatività di De Bruyne nella zona centrale. È un sistema che richiede giocatori di alto livello in ogni posizione – e il Belgio li ha – ma che espone i fianchi della difesa a tre se gli esterni non rientrano con puntualità. Contro l’Egitto, che possiede in Salah uno degli esterni più pericolosi del mondo, questa potrebbe essere una vulnerabilità da sfruttare. Le partite Belgio-Egitto di questo girone si giocheranno anche sul piano tattico: la difesa a tre belga contro l’ala sinistra egiziana, con Salah che taglia verso il centro e cerca la porta con il piede sinistro. Chi vince questa battaglia individuale vinerà probabilmente la partita.

Egitto: Salah e il sogno di un popolo

L’Egitto ha partecipato a tre Mondiali nella sua storia: 1934, 1990 e 2018. Nella più recente, in Russia, la selezione dei Faraoni perse tutte e tre le partite, ma portò con sé Mohamed Salah – uno dei giocatori più forti del pianeta – che giocò infortunato e non riuscì a trascinare la squadra. Nel 2026, Salah avrà trentaquattro anni, e questo potrebbe essere il suo ultimo Mondiale: un’ulteriore motivazione per una prestazione memorabile.

Il calcio egiziano vive attorno alla stella di Salah come il sistema solare attorno al sole. Quando Salah è in forma, l’Egitto può competere con chiunque grazie alla sua capacità di creare gol dal nulla con accelerazioni devastanti e finalizzazioni cliniche. Quando Salah è assente o limitato, la squadra perde il 70% della propria pericolosità offensiva. Questo rende l’Egitto una squadra affascinante ma imprevedibile: una dipendenza così marcata da un singolo giocatore è un rischio enorme in un torneo dove tre partite in dieci giorni mettono a dura prova la condizione fisica.

Nel Girone G, l’Egitto parte come la seconda forza del gruppo. La qualità della rosa, trainata da Salah e supportata da giocatori che militano in campionati europei e arabi di buon livello, è superiore a quella di Iran e Nuova Zelanda. Lo scontro diretto con il Belgio sarà probabilmente il match che deciderà il primo posto, ma l’obiettivo realistico per i Faraoni è la qualificazione – un traguardo che, se raggiunto, rappresenterebbe il primo passaggio del turno nella storia del calcio egiziano ai Mondiali.

Iran: tra geopolitica e calcio

L’Iran si è qualificato per il sesto Mondiale della propria storia attraverso le eliminatorie asiatiche, confermando una tradizione di competitività che lo rende la forza dominante del calcio dell’Asia occidentale. Sul campo, la selezione iraniana è una squadra organizzata, fisicamente robusta e tatticamente disciplinata, con un sistema difensivo che nel 2022 resse l’urto dell’Inghilterra per quarantacinque minuti prima di crollare nella ripresa (2-6 il risultato finale). La rosa include giocatori che militano nei campionati europei e nel forte campionato iraniano, con una qualità complessiva che la colloca come terza forza del Girone G.

La questione geopolitica, però, sovrasta l’analisi sportiva. Al momento della stesura di questa analisi, la partecipazione dell’Iran non è stata revocata dalla FIFA, ma le discussioni sono in corso e un’eventuale esclusione cambierebbe radicalmente la composizione del girone. In caso di sostituzione, il candidato più probabile sarebbe una squadra della confederazione asiatica – gli Emirati Arabi Uniti sono il nome più citato – il che manterrebbe l’equilibrio delle confederazioni ma cambierebbe il profilo tecnico del gruppo. Per le scommesse, questo crea un’incertezza che i bookmaker gestiscono offrendo quote provvisorie, soggette a cancellazione in caso di sostituzione. Il mio consiglio: evitate scommesse a lungo termine che coinvolgano l’Iran fino a quando la FIFA non avrà comunicato una decisione definitiva.

Se l’Iran partecipa, la sua presenza arricchisce il Girone G di una dimensione competitiva significativa. La nazionale iraniana ha l’abitudine di rendere la vita difficile alle grandi squadre nei Mondiali: nel 2014, il pareggio 0-0 con la Nigeria e la sconfitta di misura contro l’Argentina dimostrarono una capacità difensiva notevole. Nel 2018, l’Iran sconfisse il Marocco 1-0 e perse 1-0 contro la Spagna in una partita dove il gol decisivo arrivò solo grazie a un tiro deviato. Sono risultati che raccontano una squadra capace di competere ad alto livello, anche se non ha mai superato la fase a gironi in sei partecipazioni mondiali.

Nuova Zelanda: il calcio dall’altro emisfero

La Nuova Zelanda partecipa al suo terzo Mondiale dopo le edizioni del 1982 e del 2010. Nel 2010, gli All Whites ottennero un risultato sorprendente: tre pareggi in tre partite – contro Slovacchia, Italia e Paraguay – che li resero l’unica squadra imbattuta del torneo pur venendo eliminati al primo turno. Quel pareggio 1-1 contro l’Italia di Lippi è un ricordo che i neozelandesi custodiscono con orgoglio e che gli italiani preferiscono dimenticare.

Il calcio neozelandese resta un movimento minore nel panorama globale: il rugby è lo sport nazionale, e le risorse destinate al calcio sono limitate rispetto a quelle delle nazioni concorrenti. La rosa si compone di giocatori che militano nella A-League australiana, nei campionati minori europei e nel campionato locale, con una qualità individuale che non regge il confronto con Belgio ed Egitto. L’obiettivo per la Nuova Zelanda è replicare lo spirito del 2010: competere con dignità, rendere ogni partita difficile per gli avversari e, se possibile, strappare un risultato a sorpresa che entri nella storia del piccolo calcio oceanico. La partita contro l’Iran rappresenta l’unica occasione realistica per raccogliere punti, e su quello scontro diretto si concentreranno tutte le energie tattiche e mentali della selezione.

Un elemento che potrebbe giocare a favore della Nuova Zelanda è il fattore sottovalutazione. Le squadre che affrontano gli All Whites tendono a prendere la partita con leggerezza, e questo apre spazi che una formazione compatta e ben organizzata può sfruttare. Nel 2010, l’Italia fece esattamente questo errore: sottovalutò la Nuova Zelanda e finì con un pareggio che contribuì all’eliminazione azzurra. Se Belgio o Egitto commettono lo stesso errore nel Girone G, gli All Whites sanno come approfittarne.

Il calendario del Girone G in CEST

Data Orario CEST Partita Stadio
15 giugno 18:00 Belgio – Egitto Levi’s Stadium, San Francisco
15 giugno 21:00 Iran – Nuova Zelanda GEHA Field, Kansas City
20 giugno 18:00 Belgio – Iran Levi’s Stadium, San Francisco
20 giugno 21:00 Egitto – Nuova Zelanda Lumen Field, Seattle
24 giugno 23:00 Nuova Zelanda – Belgio GEHA Field, Kansas City
24 giugno 23:00 Egitto – Iran Lumen Field, Seattle

Il Girone G offre orari eccellenti per il pubblico italiano: le partite delle prime due giornate cadono tra le 18:00 e le 21:00 CEST, permettendo di seguire l’intero girone senza sacrificare il sonno. L’ultima giornata alle 23:00 CEST è ancora gestibile. Belgio-Egitto alla prima giornata alle 18:00 – lo scontro diretto per il primo posto in aperitivo – è il match che consiglio di cerchiare sul calendario.

Pronostico e quote del Girone G

Il Girone G è uno dei gruppi più prevedibili del Mondiale 2026, almeno sulla carta. Il Belgio prima e l’Egitto secondo è la previsione di consenso, e le quote lo confermano: Belgio qualificato a 1.15, Egitto a 1.55. L’Iran, se parteciperà, è dato a 3.00 per la qualificazione, mentre la Nuova Zelanda resta l’outsider totale a 8.00 o più.

La mia analisi non si discosta molto dal consenso, ma con una precisazione: se il Belgio dovesse ripetere l’approccio svogliato del Qatar 2022, l’Egitto di Salah ha assolutamente la qualità per vincere lo scontro diretto e prendersi il primo posto del girone. Il Belgio primo a 1.55 è una quota che riflette la qualità della rosa ma non tiene conto del fattore motivazionale – un elemento che in passato ha penalizzato la selezione belga nei momenti in cui avrebbe dovuto dominare.

Per chi cerca valore, Egitto primo del girone a 3.50 è una scommessa che merita considerazione. Salah in un Mondiale potrebbe regalare almeno un momento di magia che vale tre punti, e se quel momento arriva nello scontro diretto con il Belgio alla prima giornata, la dinamica del gruppo cambia completamente.

Sul fronte delle singole partite, Belgio-Egitto alla prima giornata è il match dove concentro l’analisi. Le quote dovrebbero oscillare intorno a 1.70 per il Belgio, 3.60 per il pareggio e 4.50 per l’Egitto. Un segno X a 3.60 rappresenta un’opzione interessante per chi crede che la prima partita del girone sarà una sfida tattica e prudente, dove nessuna delle due squadre vorrà rischiare troppo. L’Egitto-Iran dell’ultima giornata potrebbe essere l’altra partita da tenere d’occhio: se entrambe le squadre sono ancora in corsa per la qualificazione, sarà uno scontro diretto ad alta intensità dove le emozioni supereranno la tattica. Il Girone G dei Mondiali 2026 è il classico gruppo dove la schedina sicura rende poco e la scommessa audace può pagare molto – a patto di aver studiato i dettagli.

L"Iran parteciperà al Girone G dei Mondiali 2026?

Al momento, l"Iran è qualificato per i Mondiali 2026 e inserito nel Girone G. Tuttavia, la situazione geopolitica rende la partecipazione incerta. In caso di esclusione da parte della FIFA, il sostituto più probabile sarebbe una squadra della confederazione asiatica, come gli Emirati Arabi Uniti.

Mohamed Salah giocherà ai Mondiali 2026 con l"Egitto?

Salah è il giocatore simbolo dell"Egitto e, salvo infortuni, sarà il leader della squadra nel Girone G. A trentaquattro anni, questo potrebbe essere il suo ultimo Mondiale, il che aggiunge una motivazione extra alla sua partecipazione.

Il Belgio è il favorito del Girone G?

Il Belgio è il favorito netto del Girone G con quote di qualificazione intorno a 1.15. La generazione dorata – De Bruyne, Lukaku, Courtois – porta esperienza e qualità, ma il precedente negativo del Qatar 2022 impone cautela nel considerare il primo posto come scontato.